LA CHIESA DI SAN PIETRO MARTIRE: le origini di quella che sarà poi la Chiesa di San Pietro Martire sono da ricondursi all’epoca medievale. Infatti probabilmente già in un’epoca vicina all’anno Mille un primo edificio venne eretto sulle pendici del Colle Frontale, nella località del Castello, il luogo dell’insediamento più antico da cui si svilupperà il borgo di Alzano. L’edificio verrà riedificato nel Trecento, ma solo dopo che la Chiesa di San Martino Vescovo divenne sede parrocchiale, nel 1457, il complesso passò ai domenicani. Di questo periodo resta la vasta navata ad aula coperta a doppio spiovente poggiante su ampie arcate a sesto acuto ed originariamente, come testimoniano i sottili pilastrini ancora visibili, divisa in quattro campate.
Nel 1529 venne inaugurata la nuova parte absidale, decisamente sovralzata, con il presbiterio e le due cappelle contigue, frutto di una complessa e grandiosa ristrutturazione opera di Pietro Isabello. Il nuovo intervento diede al presbiterio monumentali ed armoniche forme rinascimentali, che risultano, come tipico dell’architetto, assai attente ai rapporti proporzionali, ma anche alla cura e precisione dei singoli particolari, come testimoniato dall’elegante decorazione delle volte a botte e dai raffinati capitelli.
Se la parte absidale rimase pressoché inalterata nel tempo, la navata gotica fu oggetto, nei primi anni del Novecento, di un deciso intervento di restauro in forme neogotiche, avvenuto su progetto dell’architetto Elia Fornoni. In quest’occasione vennero anche eseguiti i dipinti murali ad opera di Francesco Domenghini, mentre dell’antica decorazione parietale resta un frammento di affresco, databile al 1471, raffigurante un gruppo di oranti ed attribuibile alla bottega dei Marinoni.
Sempre nel 1910 venne ristrutturata la facciata che si presenta “a capanna” con una piramidale scalinata di accesso e con un imponente portale di gusto manierista, sovrastato da un raggiato rosone. La gronda appare poi sostenuta da una serie di archetti intrecciati, mentre due nicchie, ancora una volta in stile goticheggiante, accolgono le statue, del 1688, rappresentanti Adamo ed Eva. Gli elementi in pietra si stagliano sulla retrostante parete, che si presenta ad intonaco graffiato simulante una accennata struttura a bugnato.
Coeva alla ristrutturazione della zona absidale e ancora su disegno dell’Isabello è la maestosa ancona di legno dorato appositamente studiata per ospitare l’importante pala di Palma il Vecchio, databile al 1528 e rappresentante il Martirio di San Piero da Verona. Questa, fin dal primo Settecento, è stata sostituita da una tela di analogo soggetto del veneziano Bartolomeo Litterini, eseguita nel 1707. Mentre il capolavoro di Palma è attualmente conservato presso il Museo D’Arte Sacra San Martino.
Sui due altari laterali, sempre nel presbiterio, sono due tele di Gian Paolo Cavagna, databili agli ultimi anni del Cinquecento, raffiguranti la Trinità e disciplini bianchi in adorazione e un’Adorazione dei Magi (gli originali sono in museo). Nella navata sono conservate poi numerose grandi tele di diversa datazione e al centro dell’omonimo altare, posto al termine della parete destra, una tavola cinquecentesca, assai venerata dagli alzanesi, con raffigurata la Pietà. La circondano i tondi con i Sette Dolori della Vergine, opera settecentesca di Giovanni Carobbio.
Adiacente la chiesa sorge l’edificio della Scuola di San Pietro, che ricorda come il complesso fu sede di importanti confraternite, fra le quali spicca quella dei Disciplini bianchi.
L’antico organo, ormai perduto, testimoniava poi come il complesso di San Pietro Martire fosse stato legato anche ad una delle prime scuole musicali in terra seriana.
La Chiesa di San Pietro Martire

La Chiesa di San Pietro Martire