IL PULPITO: il monumentale pulpito situato nella navata centrale, a ridosso del colonnato divisorio con la navata destra, fu commissionato nel 1711 dalla Fabbriceria di San Martino a Gian Battista Caniana, che richiese espressamente la collaborazione di andrea Fantoni. I lavori, col concorso anche di altre maestranze, si prolungarono fino al 1751.
L’insieme si presenta del tutto unitario e armonioso, pur nella sua complessità ed estrema vivacità, anche coloristica per l’incredibile varietà dei marmi pregiati impiegati.
L’idea compositiva appare del tutto originale, rappresentando l’immagine simbolica della coppa della Sapienza, sapienza che la predicazione della parola di Dio deve portare ai fedeli. Da un piedistallo mistilineo si innalza una struttura a tronco dalle linee svasate, sfaccettata anch’essa in sei lati, ricoperti di decorazioni ed intarsi di marmi di diversi colori. Sulla parte superiore del pilastro si innestano quattro grandi statue in marmo bianco di Carrara, veri e propri telamoni posizionati sotto la “coppa” superiore. Queste sono poste in attitudini diverse, sempre varie e complesse, e per i loro studi di panneggi e muscolature possono essere definiti come uno dei massimi capolavori del Fantoni. Simboleggiano probabilmente quattro stadi della vita dell’uomo, ma anche, col loro numero, l’universalità della Chiesa a cui è rivolta la parola di Dio.
L’ambone superiore, a forma di coppa, presenta nella parte sottostante una ricca decorazione “a petali” e nel parapetto dalle cornici mistilinee, tutto giocato sull’alternanza di convessità e concavità, una ricchissima e raffinata ornamentazione in marmi policromi con statue, medaglioni e fregi.
Agli angoli stanno quattro figure ad altorilievo in marmo bianco, opera sempre del Fantoni, rappresentanti i quattro massimi Dottori della Chiesa occidentale: Sant’Agostino, San Gerolamo, San Gregorio Magno e Sant’Ambrogio. Molto belli e fortemente dinamici anche i rilievi degli Angeli ai lati della medaglia centrale, opera della bottega dei Manni.
Di Gian Giacomo Manni, forse il migliore della famiglia di artisti ticinesi, è anche la complessa opera di riquadratura, che venne eseguita con l’impiego di marmi dai vivaci colori, compreso il prezioso lapislazzulo.
Nelle medaglie del parapetto sono rappresentati alcuni episodi biblici: Davide e Golia, Mosè fa scaturire l’acqua dalla rupe, La caduta delle mura di Gerico.
Infine il capocielo in legno laccato e dorato è pregevole opera della bottega dei Caniana. Appare costituito da un baldacchino e da una cortina decorativa dipinta in oro su fondo blu ed è coronato da tre stemmi sui quali sono raffigurati tre simboli della potenza della Parola di Dio. Si tratta di un cuore, posto su di un’incudine e forgiato da un martello, immagine della capacità della Parola di plasmare il cuore umano; di una lanterna accesa simbolo della Parola di Dio vista come luce nel buio e guida della vita del fedele; di una pietra focaia che, percossa dall’acciarino, sprizza scintille luminose, figura della capacità di Dio di suscitare vita e amore anche negli animi più sterili.
Pulpito

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