IL MUSEO – SECONDO PIANO: questo piano, in cui si possono osservare le strutture portanti originarie delle grandi travi in legno che sorreggevano il tetto, è dedicato alle botteghe dei Fantoni e dei Caniana, fatta eccezione della appartata sala XI. Entrando in questa infatti ci si trova davanti al racconto della Passione di Cristo narrato da quarantaquattro piccole statuine. Attraverso una grammatica figurativa popolare, la storia è tracciata per vivaci gruppi di figure come nelle Sacre Rappresentazioni che si inscenavano sui sagrati delle chiese. Opera settecentesca dell’intagliatore bresciano Beniamino Simoni, il Calvario proviene dal vicino Monastero salesiano della Visitazione. Alle pareti sono esposti proprio i progetti per la realizzazione del Monastero, ultima opera compiuta dalla famiglia Caniana in Alzano Lombardo ed i disegni per la chiesa di San Michele, primo progetto architettonico di Gian Battista.
La sala XII, interamente dedicata alla bottega dei Caniana, si apre sui ritratti della famiglia. Fra di essi spicca il ritratto di Gian Battista (1671-1754) di Fra’ Galgario. L’artista è raffigurato al tavolo di lavoro con il compasso in mano che ne sottolinea il ruolo di architetto. I Caniana, originari di Romano di Lombardia, si trasferirono definitivamente in Alzano nel 1694 durante i lavori per la realizzazione degli arredi delle sagrestie. La bottega dei Caniana, dando esempio di grande maestria nell’intarsio, lavorò a fianco di quella dei Fantoni, con la quale si intessé un reciproco rapporto di stima e amicizia.
Nella sala trovano spazio alcuni arredi, fra cui spicca una sedia in noce con intarsi raffiguranti animali disposta a fianco di un bel tavolo da studio in noce di fattura fantoniana decorato con immagini di sirene. L’opera scultorea di Gian Battista Caniana è testimoniata da un ligneo Crocefisso d’altare realizzato per la Chiesa di Santa Maria della Pace. Alle pareti è documentata, invece, la sua ricca attività di architetto nella realizzazione di chiese: dagli iniziali progetti per la parrocchiale di Gorlago e Sant’Anna in Albino, fino alle più mature realizzazioni, fra cui spiccano Santa Caterina e San Colombano in Valtesse a Bergamo. Completano l’esposizione dedicata alla bottega dei Caniana, alcune immagini dei disegni per la realizzazione degli arredi della seconda e della terza sagrestia.
Le sale XIII e XIV sono dedicate alla bottega dei Fantoni, che vede come protagonista Andrea (1659-1734). Fra le sue opere qui presenti vi sono anche un prezioso piccolo crocefisso d’avorio e alcune testine d’angeli, realizzate in marmo bianco di Carrara come campioni per il pulpito. Sono visibili anche i calchi degli ovali, raffiguranti scene bibliche per la decorazione del pulpito della basilica (gli originali, tre in terracotta ed uno in legno, sono appesi sui pilastri della Prima Sagrestia). Interessante è un ovale intarsiato con l’immagine di San Luca, con a fianco lo spolvero utilizzato per la realizzazione del disegno, opera dei Caniana.
Infine, sempre fantoniana, è la bella statua in legno scolpito e dipinto della Madonna Immacolata: la statua è posta su un piedistallo girevole che permette di vederne anche il retro scavato, come era in uso per alleggerire il legno ed evitarne crepature.