Il pulpito fu commissionato nel 1711
dalla Fabbriceria di San Martino all’architetto Giovan Battista Caniana,
dopo un concorso indetto nel 1700 a cui avevano partecipato alcune delle
botteghe più importanti del cantiere alzanese come i Fantoni, i Manni e
i Mezzetti. Il progetto, elaborato dalle rispettive botteghe in tale
occasione, non aveva soddisfatto completamente i desideri di
monumentalità della committenza, che affidò l’incarico
all’architetto-ebanista Giovan Battista Caniana.
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La coppa È in marmi policromi e corredata dalle statue dei quattro padri della Chiesa latina (San Ambrogio, San Agostino, San Gerolamo e Papa Gregorio Magno). Opera dei Fantoni, queste sculture sono di marmo bianco e lavorate a “tuttotondo”, con un’altezza compresa tra i 40 ed i 50 cm. Sul parapetto sono inoltre inseriti tre tondi di marmo, lavorati a bassorilievo, che rappresentano tre episodi dell’Antico Testamento:
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Sono
tre esempi
di come Dio e la sua Parola hanno agito nella storia dell’antico popolo
ebraico.
Fu scolpito direttamente da Giovan Battista Caniana, insieme alla balaustra della scala, lavorata a traforo. E’ di legno ed è costituito dal baldacchino e da una finta cortina decorativa, dipinta d'oro su fondo blu, che è raccolta ai lati della porticina d’accesso da giocosi angioletti, dipinti di bianco, ed è appena mossa dall'impercettibile alito di vento divino. Il capocielo è coronato da tre blasoni dorati, sorretti da angeli. Questi rappresentano tre simboli della potenza della Parola di Dio: un cuore, forgiato su un’incudine, simboleggia la capacità della Parola di forgiare il cuore umano; una lanterna accesa rappresenta il valore della Parola come guida e luce nel buio della vita di ciascuno; una pietra focaia percossa dall’acciarino che sprizza scintille e luce, rappresenta la capacità di Dio di far nascere vampe di vita e di divino amore dagli animi più aridi. |
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