Lavorare con materiale plastico
recuperato dagli scarti industriali fa
parte della mia ricerca artistica da
parecchi anni. In una società in cui
si tende con disinvoltura a gettare,
dimenticare ciò che non è più
efficiente e giovane, pensare ad un
recupero in senso artistico stimola
sensazioni e sentimenti.
Umanizzare e poeticizzare gli errori,
gli scarti di quel processo tutt'altro
che infallibile, è il mio atteggiamento
nei confronti di questi oggetti
"abortiti" che portano l'impronta di
che non trova spazio in una società
travolta dall'efficientismo ed in questi
grovigli di poliamminide ho scoperto
una sorta di trama, i segni di una
antica scrittura o, ed, il filo che tesse
dentro e intorno a noi, ora lineare,
ora aggrovigliato, il tessuto delle
nostre relazioni di cui ci rivestiamo,
con cui appariamo: un filo tortuoso,
un filo che racconta dentro di noi, ed
anche un filo che crea intrecci
intorno a noi.

Pina Inferrera Curtò