La vita

 

San Martino di Tours nacque a Salaria, Pannonia (attuale Ungheria) nel 316 d.C. da padre italiano, ufficiale dell'esercito romano.

Fu educato cristianamente a Pavia, città natale del padre. Fin dall'età di 10 anni desiderò farsi eremita, ma venne costretto ad intraprendere la vita militare, che svolse con professionalità, senza mai dimenticare l'essenza dello spirito cristiano.

A quel periodo risale l'episodio per cui è noto in tutta Europa: una notte, a Parigi, incontrò un mendicante che supplicava aiuto. Martino, non avendo con se né denaro né cibo, divise con la sua spada il mantello affinché il poveretto avesse almeno di che coprirsi. Secondo la tradizione, la notte successiva, Gesù gli apparve in sogno rivestito con la metà del suo mantello. Del resto, Cristo aveva detto: "Quello che farai al più piccolo dei miei fratelli, l'avrai fatto a me!". Dopo questa esperienza, Martino si fece battezzare ed abbandonò la vita militare, che costituiva ormai ai suoi occhi una realtà inconciliabile con la scelta cristiana.

 

Carisma

 

Iniziò la missionarietà,  contraddistinguendosi per l’annuncio evangelico e per la difesa degli ultimi contro ogni ingiustizia. Incontrò la dura opposizione della gerarchia ariana, del paganesimo e dello stesso clero secolarizzato, ma il suo carisma non venne mai scalfito. Accolse la nomina a vescovo di Tours come un incarico divino: "evangelizzare" senza mai sottrarsi al compito affidatogli da Dio.

Morì a Candes, a sud di Tours, il giorno 8 novembre del 397 d.C., ma i funerali furono celebrati  il giorno 11 novembre, alla presenza di una folla immensa, fra cui duemila monaci.

 

Ricordo

 

La venerazione di San Martino si diffuse in Europa ed in particolare in Lombardia, durante l'impero di Carlo Magno. Alla sua memoria furono dedicate numerosissime chiese, nonché la cappella del Palazzo Reale a Parigi: la Sainte Chapelle (Mantello → Cappa → Chappelle), così chiamata in ricordo del suo mantello.

I monaci di Tours presenti nella bergamasca radicarono nella nostra terra il culto di San Martino tanto che lo troviamo già dal 897 e si diffuse quale patrono di molti paesi. Oltre che ad Alzano Maggiore, lo troviamo anche a Torre Boldone, Leffe, Gorno, Nembro, Gandellino, Piazza Brembana, Lenna, Sarnico, Adrara S. Martino, Entratico, Calozio, Cervico, Ciserano, Treviglio, con dedicazioni di chiese.

 

 

Tradizione

 

San Martino di Tours è onorato nel calendario liturgico l'11 novembre. Nella tradizione bergamasca, tale data coincideva con la chiusura dell'annata agraria.  Infatti, fare San Martino significava, e significa tutt'oggi, traslocare, perchè i contadini affittuari lasciavano i fondi coltivati a mezzadria dopo l'ultimo raccolto, quello del granoturco e della vendemmia.

A San Martino era uso cavare il vino dal  tino  per metterlo nella botte e si assaggiava il vino nuovo; sovviene in proposito l’omonima poesia di Carducciana memoria: "La nebbia agli irti colli piovigginando sale ...".