Le tre Sagrestie furono costruite nell'ottavo decennio del Seicento con l'acquisto di alcuni orti attigui al cantiere dell'erigenda chiesa di San Martino, per essere usate come locali di riunione, preparazione e preghiera del clero locale, secondo un criterio di funzionalità alla Processione[1]. Furono progettate dall'architetto Gerolamo Quadrio[2], che realizzò la planimetria a "L" rovesciata, destinando il lato corto alla prima Sagrestia, la congiunzione angolare alla seconda ed il lato lungo per la terza. Aprì inoltre la prima Sagrestia in corrispondenza della quinta campata sinistra della chiesa, mentre la terza fu aperta verso la canonica[3].

Questi collegamenti permettevano al sacerdote di svolgere privatamente e prima d'ogni celebrazione il rituale della purificazione, funzionale alla liturgia, senza passare dalla strada, ma accedendovi direttamente dalla canonica. 

   
 

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[1] Le sagrestie mantenevano comunque la funzione di luogo di custodia per paramenti e oggetti sacri.
[2] Vedi pagine “Basilica”.
[3] Oggi la terza Sagrestia comunica con la sede del Museo S. Martino.